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A pochi giorni dall’iscrizione della squadra al prossimo Campionato di Serie B, emergono importanti criticità relative alla questione Stadio Del Duca, criticità sollevate dalla Lega B in una missiva  inviata a Comune e Ascoli Picchio che dovranno fornire una risposta entro e non oltre il prossimo 8 giugno. In sostanza, in base ai nuovi parametri, il Club bianconero non ha uno stadio che rispetti i criteri stabiliti dalla Lega, tanto che bisognerà indicare un impianto alternativo per la disputa delle partite interne. Per queste ragioni sono ripresi i colloqui col Comune, che nel primo anno di gestione Bellini si era impegnato a costruire uno stadio idoneo che a tutt’oggi non è ancora pronto.  Cinque gli incontri avvenuti tra febbraio e maggio 2018 fra Ascoli, Sindaco (ha partecipato a quattro incontri), Credito Sportivo e B Futura per trovare una soluzione in linea coi criteri infrastrutturali richiesti dalle Licenze Nazionali. Ad oggi non c’è una data ufficiale di riconsegna dei lavori. In questi anni l’Ascoli Picchio ha senz’altro commesso  errori di natura sportiva e non, ma ha adempiuto agli obblighi non solo economico/finanziari, ma anche a quelli sociali. Da parte del Sindaco Castelli resta uno stadio inadeguato per la categoria, una mancata presa di coscienza dell’importanza dell’Ascoli come veicolo pubblicitario e come indotto per le attività commerciali del territorio, una lontananza costante in occasione del verificarsi di episodi di  violenza a danno di tesserati e dirigenti. Quattro anni sono trascorsi dall’avvento del Presidente Bellini  e probabilmente le premesse iniziali sono state troppo idealistiche, ma, fra quelli commessi, l’errore più grande è stato l’aver creduto che i responsabili della Città potessero essere all’altezza dei propri compiti.

 

 

Per ulteriori approfondimenti si rimanda al testo sottostante.

 

 

A pochi giorni dall’iscrizione al prossimo campionato di Serie B 2018/19, l’Ascoli Picchio ripercorre le tappe relative alla questione stadio Del Duca dall’avvento del Presidente Bellini ad oggi.

Quattro anni fa, nel primo anno di gestione Bellini, il Comune di Ascoli Piceno nella persona del Sindaco Guido Castelli, si impegnò a costruire la nuova Curva Sud e uno stadio idoneo per ospitare i sostenitori dell’Ascoli in occasione delle partite interne.

 Il Club bianconero corrisponde dal 2014 la cifra di 60.000,00 € annue per l’utilizzo dell’impianto comunale.

 Il Comune, a seguito del sopralluogo di idoneità statica, che stabilì che la Tribuna Est non fosse a norma, decise di procedere alla costruzione di una nuova Tribuna Est. I lavori presero il via il 6 novembre 2015 con l’inizio della demolizione e sarebbero dovuti durare un anno. Nel contempo il terremoto e le precipitazioni nevose peggiorarono le condizioni dell’impianto cittadino tanto che la Curva Sud risultò non agibile e successivamente le prove di carico sulla Tribuna Ovest ne certificarono la non idoneità.

Fu allora che l’Ascoli Picchio installò una Curva Sud mobile a ridosso del terreno di gioco con una spesa di 200.000,00 e la promessa da parte del Comune della riconsegna della Tribuna Est entro il 31/12/2017, tanto che l’Ascoli Picchio decise nella s.s. 2017/18 di promuovere una campagna abbonamenti che prevedesse due tranche di acquisto, le gare del girone di andata e quelle del girone di ritorno, forte dell`impegno del Comune di riconsegnare il nuovo settore durante la sosta natalizia.

 Quanto alla Tribuna Ovest, a seguito della non sicurezza della copertura, il Comune decise in autonomia l’abbattimento della copertura nell’unico settore fino a quel momento coperto.

 Nel contempo il club bianconero, dopo che aveva provveduto a proprie spese al restyling esterno dell’impianto, a quello interno con la realizzazione degli skybox e della nuova tribuna stampa, oltre al rifacimento del tunnel che conduce al terreno di gioco, provvide anche all’impermeabilizzazione della Tribuna Ovest per scongiurare le ripetute infiltrazioni di acqua negli spogliatoi e all’apposizione di 1.200 seggiolini, la cui spesa è andata a parziale compensazione del canone di affitto dello stadio.

 Si aggiunge a quanto sopra il problema relativo all’irrigazione del terreno di gioco effettuata dal Comune con acqua contenente sale che aveva finito per danneggiare l’erba e costringere dunque la Società Ascoli Picchio a trasportare l’acqua per l’irrigazione dal centro sportivo Picchio Village allo stadio Del Duca.

Fra pochi giorni il Club bianconero dovrà provvedere all’iscrizione della squadra al prossimo campionato di Serie B ed emergono importanti criticità relative alla questione Stadio, criticità sollevate dalla Lega B in una missiva  inviata a Comune e Ascoli Picchio che dovranno fornire una risposta entro e non oltre il prossimo 8 giugno. Le norme federali prevedono degli adeguamenti dell’impianto comunale: copertura della tribuna stampa e realizzazione di 5.500 posti a sedere (1.200 già realizzati dal Club come riportato sopra).    Per queste ragioni sono ripresi i colloqui col Comune in presenza anche dei rappresentanti del Credito Sportivo e di B Futura. In precedenza i colloqui fra Ascoli e Comune avevano riguardato il rinnovo della convenzione per lo stadio col Club bianconero che si sarebbe impegnato al restauro dell’impianto a proprie spese a fronte di una concessione pluriennale di almeno trent’anni. Il Comune proponeva la cessione in leasing dello stadio per soli tre anni. Importanti sono stati gli interventi di Credito Sportivo nella persona di Andrea Abodi e della Lega B, che si sono interessati affinché si raggiungesse un’intesa per la risoluzione del problema. A tal proposito si riepilogano i cinque  incontri svolti fra Ascoli Picchio e Comune:

 

1° incontro -7 feb 2018 - MILANO - CORSO MATTEOTTI 3- Presenti - ABODI-CASTELLI - CARDINALETTI;

 

2° incontro - 16 feb 2018 - SEDE ASCOLI PICCHIO- ASCOLI PICENO presenti ABODI-CASTELLI - SANTONI - CARDINALETTI – CELANI;

 

3° incontro 28 feb 2018 - ROMA -Istituto Credito Sportivo. Presenti - ABODI - CASTELLI - CARDINALETTI – SANTONI;

 

4° incontro 16 mag 2018 - ROMA - Istituto per il Credito Sportivo - CASTELLI- SANTONI- CARDINALETTI;

 

5° incontro 25 mag 2018 - sede Ascoli PIcchio - Presenti CARDINALETTI- CELANI - SANTONI e Fusari FUTURA - Sindaco assente.

 

Fin dal primo incontro il Sindaco Castelli aveva garantito che la Tribuna Est sarebbe stata riconsegnata fra la fine di giugno 2018 e metà luglio 2018, ma ora tali tempi sono dilatati e non c'è una data ufficiale di consegna  di questo settore dello stadio.

 

In base ai nuovi parametri per l’iscrizione al Campionato 2018/19, l’Ascoli Picchio non ha uno stadio che rispetti i criteri stabiliti dalla Lega B, tanto che il club sarà costretto ad indicare un impianto alternativo al Del Duca per la disputa delle partite interne. Anni fa l’Ascoli Picchio aveva proposto al Comune di Ascoli la divisione in due della Curva Nord, proposta sempre bocciata dal Primo Cittadino che invece oggi la ritiene valida. Attualmente l’Ascoli Picchio esprime tutta la propria perplessità sulla percorribilità di tale soluzione perché già bocciata per motivi di sicurezza dagli organi competenti in occasione dell’ultima partita di campionato Ascoli-Brescia a causa dell’eccessiva vicinanza delle due tifoserie. Soluzione al contrario ritenuta valida per la partita di ritorno dei playout Ascoli-V. Entella, ma solo perché i tifosi a seguito del club chiavarese erano un esiguo numero. Questo a testimonianza della soluzione precaria che sarebbe legata alla tipologia e al numero dei tifosi al seguito della squadra ospitata. Per queste ragioni è probabile che anche la Curva Nord avrà bisogno di adattamenti per far sì che possa essere utilizzata a prescindere dal seguito della squadra avversaria.

Occorre precisare che dall’avvento del Presidente Bellini l’Ascoli ha potuto fare un notevole salto di qualità in termini di organizzazione – considerata una delle migliori d’Italia – in termini di infrastrutture (si pensi alla realizzazione del centro sportivo o  alla totale ristrutturazione della sede sociale di Corso Vittorio, di cui più volte il Comune ha rivendicato la proprietà e su cui si è in attesa di sentenza giudiziale), in termini di Settore Giovanile, invidiato da club anche di massima serie che ha prodotto giocatori ambiti da società di Serie A e, per finire, in termini di risorse umane: da zero calciatori di proprietà nel 2014 ad attuali 30 giocatori di proprietà. E’ innegabile che in campionato l’Ascoli avrebbe potuto ottenere risultati migliori, ma per creare una squadra competitiva sono necessari coraggio, risorse finanziarie e unità di intenti e quando le risorse e le energie devono essere impiegate per risolvere questioni extra campo diventa tutto più difficile.

 Il Club bianconero  è orgoglioso dei tanti tifosi di Ascoli Piceno, delle Marche  e di numerose zone d’Italia che  sostengono la squadra in casa e in trasferta, ma una frangia di “tifosi” ha fatto e fa ricorso alla violenza per intimidire dirigenti e giocatori: sputi, lettere minatorie, scritte per la città, percosse ad alcuni calciatori impediscono di vivere serenamente e svolgere liberamente  il proprio lavoro. Questa situazione non aiuta a far crescere i più giovani e neppure a portare ad Ascoli calciatori di livello. Chi sia dietro questa frangia e da cosa sia mossa è ancora ignoto e, se è pur vero che l’Ascoli non abbia occupato negli ultimi anni posizioni alte in classifica, è altrettanto vero che dal primo luglio l’Ascoli Picchio disputerà il quarto anno consecutivo di Serie B.

 Entro il 10 giugno prossimo l’Ascoli dovrà adempiere alle pratiche dell’iscrizione al campionato. Se il Sindaco Castelli, come dichiarato il 1° giugno, ritiene che lo stadio Del Duca sia a norma, lo si vedrà al momento dell’iscrizione. Il Comune non deve negoziare con l’Ascoli Picchio, ma con se stesso e consegnare uno stadio conforme ai criteri infrastrutturali richiesti dalle Licenze Nazionali e non penalizzare l’Ascoli Picchio costringendolo a giocare anziché in uno stadio in un cantiere come è stato il Del Duca negli ultimi anni.

 

A dimostrazione di quanto sopra il club possiede ogni documentazione ufficiale a supporto.

 

Quattro anni fa, al momento dell’avvento del Presidente Bellini, era chiaro che ciascuna componente sociale avesse un ruolo ben preciso da svolgere.

 

L’Ascoli Picchio aveva il compito di:

- allestire una squadra, che riavvicinasse i tifosi allo stadio e li appassionasse nuovamente alle vicende sportive;

- allestire  un management che guidasse e supportasse  i calciatori quotidianamente;

- rispettare gli impegni economici e finanziari;

- intrattenere i rapporti con la Lega e uniformarsi alle sue direttive;

-  collaborare con la comunità dei tifosi di Ascoli Piceno e delle Marche.

 

 

Il Comune di Ascoli Piceno aveva il compito di:

- Garantire una struttura sportiva adeguata alla categoria;

- Riconoscere l’importanza dell’Ascoli Picchio come veicolo pubblicitario per l’intera Città attraverso la trasmissione delle partite dell’Ascoli, gli approfondimenti televisivi nazionali con numerosi servizi girati nella città di Ascoli con ulteriore valorizzazione delle bellezze locali;

- Riconoscere l’importanza dell’introito che una squadra di calcio di Serie B genera sul territorio in termini di ristoranti, hotel, locazioni, esercizi commerciali, ecc.;

- Difendere, appoggiare, sostenere l’Ascoli Picchio e i suoi tesserati  quando si sono verificati episodi violenti, da cui il Sindaco non ha mai preso le distanze.

 

Queste erano le premesse iniziali, probabilmente troppo idealistiche.

Durante il percorso la Società Ascoli Picchio ha ottemperato ai propri impegni, anche se ha commesso senza dubbio degli errori, di carattere sportivo e non, ma probabilmente l’errore più grande è stato quello di aver creduto che i responsabili della Città potessero essere all’altezza di svolgere i compiti sopra menzionati.