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Storia

L'Ascoli Picchio F.C. 1898 è una società calcistica italiana con sede nella città di Ascoli Piceno. L'Ascoli è la più blasonata società delle Marche, vantando il maggior numero di stagioni in massima serie e numerosi trofei. Fondato nel 1898, l'Ascoli è il quarto club più antico d'Italia. I colori sociali sono il bianco e il nero.

Ha disputato 16 stagioni in serie A (miglior piazzamento il 4º posto nel 1979-80) e 19 in serie B. Dalla serie cadetta ha ottenuto cinque promozioni. Ha vinto due campionati di serie B, uno di serie C, uno di serie C1, una Mitropa Cup e una Supercoppa di Lega Serie C1. Ha giocato inoltre una finale del Torneo Anglo-Italiano contro il Notts County nel 1994-1995. Il 22 giugno 1980, a Hamilton in Canada, vinse il torneo internazionale The Red Leaf Cup, cui parteciparono anche Botafogo, Nancy e Rangers.
Vanta il record assoluto dei punti totalizzati in un campionato di serie B a 20 squadre con 2 punti a vittoria: i 61 punti della stagione 1977-78 furono il risultato di 26 vittorie, 9 pareggi e 3 sconfitte. La squadra era guidata dal tecnico Mimmo Renna. L'Ascoli ha ottenuto i suoi maggiori successi sotto la presidenza di Costantino Rozzi (dal 1968 al 1994).

 

LE ORIGINI

La data di nascita della società è il 1º novembre 1898: dodici giovani ascolani si radunarono in via delle Canterine e fondarono la prima società sportiva ascolana intitolandola  a Candido Augusto Vecchi, Colonnello garibaldino, che aveva sposato una Luciani, di nobile famiglia ascolana. Il sodalizio, nei primi tempi, si occupò di più discipline sportive, tra le quali il calcio e, in prevalenza, il ciclismo. Nel 1905, soprattutto per motivi politici, la società cambiò nome in Ascoli Vigor, ma il gioco del calcio fu praticato solo in gare amichevoli. E' il 1907 la data della prima partita.

 

DAGLI ANNI '20 AL DOPOGUERRA

In seguito all'interruzione del primo conflitto mondiale la passione per il calcio si riaccese nel 1919 e nel 1921 si costituì l'Unione Sportiva Ascolana, presieduta da Giuseppe Secondo Squarcia, giornalista e decano dei professionisti ascolani. Nel 1925 fu costruito lo stadio comunale dei Giardini (poi intitolato a Ferruccio Corradino Squarcia). Nel 1926 per l'inaugurazione dell'impianto venne, dopo la Maceratese, in forma ufficiale, la Lazio.

Il primo vero campionato federale ufficiale di Terza Divisione nelle Marche fu disputato nel 1927 e l'Ascoli si classificò al 1º posto. Fu la prima di tante promozioni che videro la squadra salire gradualmente in serie C, raggiungendo in quegli anni il miglior piazzamento del 2º posto in tale categoria. Nel 1936, in estate, si pensò di rinnovare il fondo dello Squarcia, di dotarlo di manto erboso e di migliorare le piste di atletica leggera. Anche in questo caso all'inaugurazione partecipò la Lazio, club da sempre in ottimi rapporti con l'Ascoli.

Negli anni 1930 e 1940 l'Ascoli disputò stagioni di serie C e serie D, giocando i primi derby con le altre principali società marchigiane: l'Anconitana, la Fermana, la Maceratese e la Sambenedettese ed altre.

Dopo il secondo conflitto mondiale ci fu una lenta e timida ripresa dell'attività calcistica e si susseguirono presidenti e commissari - nel '47 fu Ernestina Panichi Seghetti a ricoprire il ruolo di Presidentessa, la prima donna in Italia a rivestire tale incarico - . Nell'immediato dopoguerra vi fu un timido tentativo di ripresa delle competizioni calcistiche con le squadre rionali, poi unificate nell'Associazione Sportiva Ascoli, che ereditò il livello occupato, prima del conflitto, dall'Unione Sportiva Ascolana (Lega Sud della serie C).

 

GLI ANNI '50 E LA DEL DUCA ASCOLI

Nella stagione 1954-55 l'Ascoli toccò il punto più basso della sua storia retrocedendo in Promozione regionale, con la società in preda a gravi problemi finanziari e col rischio concreto di andare alla deriva. Si tennero riunioni, si contattarono note personalità, fra queste Pacifico Del Duca, detto Cino, che, partito da Montedinove, paese d'origine, era divenuto uno degli editori e produttori cinematografici  più importanti di Francia. Si confidava nell'attaccamento di Cino Del Duca alla terra natale e alla sua gente. Fu il nipote dell'editore, Benvenga, ad intercedere: lo storico incontro avvenne in un pomeriggio di fine giugno del 1955 nella Villa Del Duca a Montedinove; da una parte tre portavoce  della Società (Pacifico Saldari, assessore e poi Sindaco della città, Eraldo Fanini, ex tennista e compagno di studi di Benvenga e Riegler Poli, sportivo di antica data), dall'altra Cino Del Duca. L'editore ascoltò con interesse le poposte degli "ambasciatori" e alla fine accettò di entrare a far parte dell'Ascoli Calcio, ma prima dovette rassicurare i tifosi locali: il gemellaggio con l'Ascoli avrebbe portato vantaggi alla squadra di Montedinove, che avrebbe avuto gli stessi colori bianconeri e avrebbe potuto attingere dal vivaio del più blasonato club. Fu in quel periodo che Cino Del Duca presentò ad Ascoli in anteprima mondiale il film Grisbì e consegnò un assegno di un milione di lire. Venne nominato Presidente Onorario con la direzione del Club affidata temporaneamente ad un Comitato composto da Saldari e Fanini che avevano convinto Del Duca ad entrare in Società e Bernardo Pasqualini, amministratore delle proprietà Del Duca a Montedinove. All'unanimità l'assemblea dei soci decise di chiamare il sodalizio "Associazione Sportiva Del Duca Ascoli"; Benvenga fu nominato commissario con l'incarico di riorganizzare il club e risollevarlo economicamente. Cre bbea dismisura l'entusiasmo attorno alla squadra, la Società si riorganizzò anche con una nuova sede sociale, in Corso Vittorio Emanuele dove c'erano anche le stanze per i calciatori non sposati. Dal campionato di Promozione in cinque anni la squadra festeggiò il ritorno in Serie C.

 

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